Vegetazione
Tutta la costa jonica da Taranto fino a Nova Siri in provincia di Matera è interessata dalla presenza di una pineta a Pino d'Aleppo. Nell'arco Jonico tarantino la pineta raggiunge maggiore profondità mentre nella parte lucana essa si assottiglia.
Vegetazione palustre
sui rilievi di sabbia adiacenti il mare, una vegetazione psammofila composta da diverse graminacee, quali Ammophila littoralis, Sporobolus pungens, Agropyron junceum e altre specie alofile come che trattengono la sabbia con lunghe e ramificate radici.
Nel primo cordone dunale sono presenti il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa) la fillirea (Phillyrea latifolia) ed il lentisco (Pistacia lentiscus), mentre nel retro-duna si collocano il rosmarino (Rosmarinus officinalis), i cisti (Cistus incanus e Cistus salvifolius), insieme all’acacia (Acacia cyanophilla) introdotta un po’ ovunque e presente sia in forma isolata che in gruppi anche abbastanza estesi.
Proseguendo verso l’interno troviamo la pineta a Pinus halepensis, la cui origine naturale non è più in discussione (Francini, 1953). Questa si estende per circa 30 km su tutta la parte di arco jonico che va dalla foce del fiume Bradano, presso Metaponto, sino a quella del fiume Tara alle porte di Taranto e penetra all’interno per una distanza massima di 2 km raggiunta proprio in corrispondenza del territorio castellanetano. La continuità di tale formazione è stata interrotta negli ultimi cinquant’anni, essendo stata oggetto di sfruttamento edilizio a scopo turistico e percorsa da vari incendi (Violante et al., 1993).
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